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Carneval inte Selva Borgo di L'Andria e toffol - Selva di Cadore - dom 26 gen 25
Domenica 26 gennaio 2025 - ore 14:00 Il carnevale a Selva di Cadore … storie, raccontano che sia iniziato nel primo dopoguerra nell’anno 1922, quando tante persone, dopo un periodo di paura e reclusio...
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Posizione dell'articolo
Regione
Veneto
Città
Selva di Cadore
Domenica 26 gennaio 2025 - ore 14:00
Il carnevale a Selva di Cadore … storie, raccontano che sia iniziato nel primo dopoguerra nell’anno 1922, quando tante persone, dopo un periodo di paura e reclusione, uscirono nuovamente per le vie. Tanto che, fu il primo carnevale memorabile.
Il 6 di gennaio, i coscritti andarono a prendere il carnevale a pescul “sa al Nat”, che come la tradizione raccontava, arrivava in valle tramite la forcella Forada da San Vito. Il Martedì grasso, le ragazzine andarono per le vie del paese indossando la cosiddetta “màscora da la farìna” della farina”, con un vecchio fazzoletto sulle spalle, passarono da porta a porta domandando di un pugno di farina e qualche uovo. Questa colletta, serviva per poter preparare le “fuòie rostide” o crostoli e i “grafògn”per il giovedì. Il giovedì grasso era dedicato alle maschere. Si partiva in piazza di Selva, con due “Matazìgn” assieme al “Lachè”, che correvano attorno al carnevale in processione.
Inoltre, c’erano delle maschere brutte: i “Patafògn”, vestiti con abiti di stracci con il viso tutto nero. Si proseguiva per la “Passadora”, la salita che da Selva porta a Santa Fosca, arrivando fino a Pascùl. In mezzo a tutte le maschere, spiccava una con il cappello addobbato di pigne, il “Re del bosco”. Si ballava in piazza di Santa Fosca, accompagnati da i musicisti ed assieme a tutti i partecipanti e persone che erano venute a vedere il Carnevale.
Il carnevale a Selva di Cadore … storie, raccontano che sia iniziato nel primo dopoguerra nell’anno 1922, quando tante persone, dopo un periodo di paura e reclusione, uscirono nuovamente per le vie. Tanto che, fu il primo carnevale memorabile.
Il 6 di gennaio, i coscritti andarono a prendere il carnevale a pescul “sa al Nat”, che come la tradizione raccontava, arrivava in valle tramite la forcella Forada da San Vito. Il Martedì grasso, le ragazzine andarono per le vie del paese indossando la cosiddetta “màscora da la farìna” della farina”, con un vecchio fazzoletto sulle spalle, passarono da porta a porta domandando di un pugno di farina e qualche uovo. Questa colletta, serviva per poter preparare le “fuòie rostide” o crostoli e i “grafògn”per il giovedì. Il giovedì grasso era dedicato alle maschere. Si partiva in piazza di Selva, con due “Matazìgn” assieme al “Lachè”, che correvano attorno al carnevale in processione.
Inoltre, c’erano delle maschere brutte: i “Patafògn”, vestiti con abiti di stracci con il viso tutto nero. Si proseguiva per la “Passadora”, la salita che da Selva porta a Santa Fosca, arrivando fino a Pascùl. In mezzo a tutte le maschere, spiccava una con il cappello addobbato di pigne, il “Re del bosco”. Si ballava in piazza di Santa Fosca, accompagnati da i musicisti ed assieme a tutti i partecipanti e persone che erano venute a vedere il Carnevale.
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